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Il rifiuto dei rifiuti

CIVITAVECCHIA - Quando qualcosa non serve più, dov’è che va a finire? Nel cestino, risposta esatta. Trattandosi di uno scarto non potrebbe avere altra destinazione. Eppure quello che per noi rappresenta un rifiuto può non esserlo agli occhi di qualcun altro. Qualcuno che con gli oggetti usati e buttati ci guadagna sopra. Stiamo parlando dei famosi rovistatori di cassonetti, che senza sosta si preoccupano di spazzolare via tutto il recuperabile dai sacchetti che la gente lascia all’interno dei raccoglitori preposti all’uso - o fuori di essi quando ha meno senso civile - e che non ricercano per fame di cibo ma per fame di denaro. Gente senza alcuno scrupolo, che anche alla luce del sole non si preoccupa di mostrarsi all’opera.  Facciamo un esempio. Da diverso tempo ormai gira indisturbata il quartiere di San Gordiano un “apetto” scassato che permette i movimenti di alcuni individui che si occupano di questo sistema di recupero e riciclaggio degli altrui rifiuti. Un’opera di bene, senz’altro. Se non fosse che il frugare nei cassonetti è proibito dalla legge, dal momento che l’atto risulta in tutto e per tutto un furto: non tanto ai danni del cittadino, che al massimo può essere colpito nella privacy, quanto più nei confronti del Comune, che diventa proprietario di un qualsiasi oggetto non appena questo viene gettato, e in quanto proprietario anche ente responsabile. Reclusioni fino a 3 anni e sanzioni che vanno da 154 a 516 euro per chi viene sorpreso nello sporco compito. D’altro canto, questo atto di estrema generosità – quante cose buttate che potrebbero essere ancora riutilizzate! – ha conseguenze anche dal punto di vista estetico, influendo negativamente sul decoro urbano di una città. Dopo l’intervento degli angeli dei cassonetti infatti, lo scenario che si prospetta di fronte agli occhi è sempre lo stesso: contenitori dell’immondizia rovesciati, sacchetti malamente aperti dal contenuto sparso e rifiuti sparpagliati per la strada che sorridono tristemente a quegli autisti che sfrecciano per le vie e lanciano loro occhiate di disprezzo, magari lamentandosi dell’incuria e della maleducazione degli abitanti della zona. Ma non è colpa di quest’ultimi, anzi, costoro non sono altro che vittime innocenti di un piano malvagio che tesse le sue tele sullo scarto altrui e sulla possibilità di lucro del recupero. Già a Civitavecchia la situazione rifiuti non è delle migliori, tra raccolta differenziata che non si fa, sacchetti che vengono abbandonati ovunque e cestini inesistenti; a ciò si aggiunge anche questa grande problematica dei ravanatori di cassonetti.  Al d ilà delle opinioni personali che ciascuno può liberamente avere, senza dubbio sbagliato è sostenere che tali persone stiano facendo un’opera socialmente meritoria – secondo alcuni seguirebbero la cultura del recupero, alternativa migliore alla via iperconsumistica che ci porta a buttare tutto di tutto -,poiché come già detto la loro azione è assolutamente fuori legge e comporta danni al decoro urbano; sbagliato è anche fingere di non vedere, come se tutto ciò non accada davvero – anche perché accade, davvero, e proprio di fronte agli occhi dei cittadini -; sbagliato è anche limitarsi a parlare perché i cambiamenti si fanno con i fatti e non con le parole; e ancora sbagliato è fare di tutta l’erba un fascio – c’è anche chi, appunto, rovista solo per fame -. E allora? Cosa fare? Per prima cosa chiamare gli enti ufficiali per il pronto intervento quando si assiste a un’opera di svuotamento cassonetti e in secondo luogo imparare dagli stessi riciclatori di rifiuti il recupero, e con ciò non si sta suggerendo di darsi al rovistaggio ma semplicemente di prestare attenzione a ciò che si butta, perché molto spesso si sottovaluta il valore degli oggetti. Saremo pure una società “usa e getta”, ma imparare a dare valore ai nostri rifiuti ci può aiutare a dare valore anche alle nostre azioni, portandoci a buttare di meno, quindi inquinare di meno e di conseguenza avere una vita migliore, dentro casa e fuori. Perché la città è la nostra, cassonetti compresi.

Maria Laura Marino

(03 Lug 2018 - Ore 18:26)

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