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La Pegna: "Facciamo crescere la città"

di CRISTIANA MORI

 

«Sei riuscito a creare il più bel cartellone tra tutti quelli proposti quest’estate dai festival italiani». È questo il complimento che l’ideatore, organizzatore e produttore del “Civitavecchiainfestival” Armando Napolitano La Pegna non dimentica, specie perché pronunciato da un grande artista come Michele Placido, venuto in città con Giorgio Albertazzi per presentare “Satyricon”. Oltre sessanta eventi, tra teatro, musica e danza, big sul palcoscenico e spazio per le compagnie amatoriali: un mese intenso di manifestazioni, apprezzate da un pubblico sempre numeroso.
La Pegna, come è riuscito ad organizzare in così poco tempo il Festival?
«A dir la verità ero in contatto già da ottobre con gli artisti, nell’ottica però della nuova edizione del Festival dei Tre Porti. Poi c’è stata l’elezione di Moscherini e la volontà di proseguire il discorso, stavolta come “Civitavecchiainfestival”, con la possibilità di mantenere come location, grazie all’Autorità Portuale, la banchina San Teofanio, mantenendo così il collegamento con i “Tre Porti”. Pino Daniele è stato l’artista che ci ha tenuto sulle spine fino all’ultimo, anche perché non è propenso a concerti gratuiti. Poi si è convinto per la qualità del cartellone, vedendo che anche altri grandi artisti avevano confermato la propria presenza, come Albertazzi, Placido, Arbore, Bersani, Silvestri, Cristicchi e gli altri. Anzi, a fine spettacolo si è anche complimentato con noi per la perfetta organizzazione. E questo è l’importante».
Non solo cultura. Il Festival è nato con un intento ben preciso, quale?
«Sicuramente quello della promozione turistica della città. Il discorso lo avevamo già iniziato con la vincente esperienza passata ed abbiamo voluto portarlo avanti anche in questa stagione. Civitavecchia è sempre stata un ponte tra la terra ed il mare, ma troppo spesso vista solo come un punto di partenza o di passaggio. Garantendo un’ampia scelta di spettacoli di diversa natura e promuovendo serate di divertimento abbiamo voluto offrire un’occasione per fermarsi in città. Un’operazione riuscita, come dimostra ad esempio la soddisfazione di albergatori e ristoratori».
Quale è stato l’elemento chiave di questo Festival, il suo punto di forza?
«Indubbiamente la varietà artistica e culturale che siamo riusciti ad offrire. Una moltiplicazione di eventi e forme d’arte differenti che è stata una sfida vinta per noi. L’aver proposto concerti dei big della musica italiana alla Marina, ospitato nomi “storici” del teatro alla banchina San Teofanio, e allo stesso tempo aver valorizzato giovani e realtà locali alla Ficoncella come a Piazza Leandra o all’Uliveto ha rappresentato anche un rilancio del festival e della città stessa. Un programma in grado di catturare il pubblico con una proposta artistica varia, cangiante e fresca».
Parlando delle due nuove location inserite, piazza Leandra e la Ficoncella, qual è il bilancio che si sente di fare?
«Non mi aspettavo il consenso di pubblico che abbiamo ottenuto a piazza Leandra. O almeno non così forte. L’orario non era certo dei migliori. Alle 18 ancora si lavora e comunque si trattava di compagnie amatoriali impegnate in un unico filone, quello del teatro goldoniano. E invece è stata una piacevole sorpresa anche per noi. Si è trattato, se così possiamo dire, di un “aperitivo” in attesa degli spettacoli serali ben gradito dalla cittadinanza. Passando alla Ficoncella, forse questo è il luogo su cui bisognerà lavorare di più, nonostante però l’apprezzamento dimostrato per i gruppi che si sono esibiti di volta in volta. Le prime sono state serate di rodaggio, poi la manifestazione è proseguita con buoni risultati. Forse questi concerti sarebbero da proporre in una zona più centrale, penso al Pirgo o all’anfiteatro della Marina. Là abbiamo dovuto fronteggiare problemi legati alla sicurezza e alla viabilità; se si vuole continuare ad utilizzare quello spazio bisognerà allora mettersi al lavoro già da oggi per poter riqualificare le strade e l’intera area».
Nota stonata per il Festival sono le critiche dell’opposizione che chiedeva delucidazioni sul finanziamento erogato dall’Enel, sponsor della manifestazione. Come risponde?
«Portando l’esempio della Capitale, la Roma di Walter Vetroni, dove Enel è a fianco tutto l’anno delle proposte presentate all’Auditorium. Da società di produzione privata come siamo, ci siamo recati da un altro privato, l’azienda elettrica in questo caso, forti dell’esperienza maturata con il Festival dei Tre Porti. Il progetto è piaciuto alla città, ha avuto l’ampio consenso del sindaco Moscherini e non ha pesato sulle casse comunali. Non credo ci sia molto altro da spiegare. Il nostro è un Festival democratico, ed andrà avanti».
Dunque La Pegna, già si pensa al prossimo anno?
«E’ naturale. Con artisti del calibro di quelli ospitati questa stagione potrebbe essere semplice contattarne altri di tale levatura. L’obiettivo è far crescere la città attraverso il Festival facendolo diventare un punto di riferimento a livello nazionale».

(11 Ago 2007 - Ore 18:45)

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