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Rifiuti, monta la protesta

Città metropolitana Roma: ''Nessuna indicazione per realizzazione discariche rifiuti. La scelta degli impianti spetta alla Regione Lazio''. I comuni del comprensorio sul piede di guerra 

ROMA - "La Città metropolitana di Roma non ha indicato alcun sito per la realizzazione di discariche per i rifiuti nel territorio della Capitale o dell’area metropolitana. La mappa trasmessa lo scorso 22 dicembre alla regione Lazio, con mero atto amministrativo previsto dalla legge, riporta le aree indicate dai Comuni della area metropolitana come idonee alla realizzazione di impianti la cui definizione spetta esclusivamente alla Regione Lazio. Sarà quindi quest’ultima, nell’ambito del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti (l’ultimo risale al 2012), a individuare le tipologie di impianti di smaltimento da realizzare e la loro ubicazione". 

È la precisazione che arriva dalla Città Metropolitana, ma che non tranquillizza di fatto i comuni del comprensorio che si sono visti nuovamente tirati in ballo nell'ambito della problematiche relativa all'individuazione di eventuali nuovi siti per lo stoccaggio dei rifiuti. La mappa individuata indica come "idonee per gli impianti di smaltimento dei rifiuti" sette aree che interesserebbero quattro municipi romani più tre comuni periferici. Si tratta di una zona del distretto Tiburtino (IV) proprio al confine con Guidonia, di un’altra area tra il X Municipio (Ostia) e il IX Municipio (Laurentino), di una zona al confine tra l’XI Municipio e il Comune di Fiumicino. Oltre ad un’area all'estrema periferia Nord, vicino alla località Tragliatella. Le altre zone riguardano i territori di Cerveteri, Riano e Ladispoli. (SEGUE)

I COMMENTI -  “Levatevi dalla testa l’idea di portare una discarica territoriale nel nostro Comune”. A dichiararlo è il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, rivolgendosi alla Città Metropolitana. “Ribadiamo in particolare ancora una volta – prosegue il sindaco Montino – che la zona di Pizzo del Prete non è area bianca, come erroneamente indicato dalla Città Metropolitana, e quindi in teoria idonea alla realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti. Già in passato avevamo richiesto la revisione di questa cartografia sbagliata, che ignora pareri, vincoli territoriali, archeologici, ambientali e idrogeologici, che di fatto escludono quest’area dalle cosiddette zone bianche”. “Per di più – aggiunge – appare illogico e paradossale decidere di realizzare una discarica all’interno di un Comune che, tra grandi difficoltà, in pochi anni è riuscito a superare l’80% della raccolta differenziata su tutto il territorio, con selezione e riciclo dei rifiuti trattati”. “Per questo – conclude Montino – al sindaco Raggi e ai suoi tecnici dico: scordatevi di portare la discarica da noi, per risolvere i problemi della Capitale. Noi ci batteremo e saremo sempre al fianco dei nostri cittadini perché questo non avvenga”. 

“Se il sindaco Virginia Raggi pensa di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti, trasformando il territorio di Ladispoli in una discarica di Roma, può anche rinchiudere nei cassetti del Campidoglio la mappa delle aree dei siti dove aprire una discarica. Siamo pronti a scendere in piazza insieme a tutti i cittadini contro una decisione scellerata che porrebbe a rischio la salute pubblica, pregiudicherebbe per decenni l’ecosistema del litorale, con effetti devastanti anche sull’economia turistica”. È sul piede di guerra anche il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando appena appresa dalla stampa la notizia che i dirigenti della Città Metropolitana, ente guidato dal sindaco Raggi, avrebbero stilato l’elenco delle zona del Lazio dove ospitare la nuova discarica di Roma dopo l’incendio che ha distrutto lo scorso mese l'impianto di trattamento sulla via Salaria. Nell’elenco figurerebbero, tra gli altri, Ladispoli, Cerveteri e la vicina città di Fiumicino nella zona della frazione di Tragliatella. “Non è colpa dei cittadini di Ladispoli – prosegue Grando – se da sei anni il Comune di Roma non riesce a risolvere il problema dello smaltimento dell’immondizia dopo la chiusura della discarica di Malagrotta. Da tempo assistiamo al palleggio di responsabilità tra Regione Lazio e Città metropolitana, è ora che il Governatore Zingaretti ed il sindaco Raggi si assumano le responsabilità delle proprie scelte e spieghino alla gente perché Regione e Campidoglio non hanno mai attuato un vero programma di riduzione dei rifiuti, con l'introduzione della raccolta differenziata. Come effettuano da anni comuni virtuosi come Ladispoli che hanno abbattuto la quantità di spazzatura conferita nelle discariche. Ci stiamo muovendo attraverso tutti i canali istituzionali, chiediamo di partecipare all’incontro che dovrebbe vedere la presentazione ufficiale alla Regione Lazio della mappa dei siti individuati dalla Città Metropolitana. È in ballo il futuro del nostro territorio, non permetteremo passivamente a nessuno di calpestare la salute della gente con la riproposizione di un progetto assurdo ed irrispettoso per l’ambiente”.  

"All’insaputa di tutti. Leggo questa mattina dai giornali che la Città Metropolitana avrebbe consegnato al tavolo ministeriale, istituito per la crisi dei rifiuti di Roma, possibili siti da utilizzare come discariche provvisorie. Noi non staremo certo a guardare. Non funziona così. Siamo pronti alla mobilitazione! La Raggi fa fare il lavoro sporco ai tecnici, non si assume come suo solito alcuna responsabilità, e scarica sui territori il problema dell’immondizia. Avevamo chiesto di portare il documento in aula e discuterne democraticamente. Attiveremo tutte le nostre energie per far sì che il dramma dei rifiuti romani non diventi una guerra tra i cittadini e tra i territori". Così in una nota Federico Ascani, capogruppo del centrosinistra in Città Metropolitana

"Tutelare i nostri agricoltori, chi in queste terre ha costruito una vita di sacrifici"  E' il commento di Riccardo Milozzi, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di Roma in virtù dell'ipotesi di una scarica nel territorio. " L'agricoltura  è già in crisi,  se ci fosse una discarica nelle vicinanza riceverebbe il colpo di grazia - commenta Milozzi - abbiamo delle aziende importanti, un numero di lavoratori che vivono di questo settore. L'incidenza di un impianto di tratttamento  farebbe saltare un comparto per il quale ci stiamo battendo per risollevarlo. Il comprensorio etrusco, infatti, comprende  aziende di  produzioni  carni e lattte, ma anche ortaggi e frutta che rifiutano l'idea di una discarica. Se si dovesse costruire questa piattaforma verrebbe a mancare la qualità dei nostri prodotti e ci sarebbe un'incisività negativa sull'ambiente -  incalza Milozzi - e soprattuto si metterebbero a rischio tanti posti di lavoro".  Nelle zone rurali, ai confini tra Cerveteri e Fiumicino, sono attive aziende lattiere ed allevamenti di bovini che seppur in crisi, ancora oggi  mantegono vive le speranze di non chiudere i batttenti. Una discarica, qualora arrivasse, deciderebbe un destino annunciato.  (Agg. 09/01 ore 11.37) 

"L'ennesima dimostrazione dell'incapacità di amministrare la città di Roma la sindaca Virginia Raggi la dà con la soluzione individuata per smaltire i rifiuti prodotti nella Capitale. Ancora una volta la sindaca e i 5 Stelle scaricano tutto sul territorio della provincia, ancora una volta si prova a nascondere la polvere sotto al tappeto scaricando il peso sui comuni della Provincia". Lo dichiara, in una nota, la consigliera regionale del Lazio e vicepresidente della commissione Attività produttive e Sviluppo economico Marietta Tidei (Pd). "Pur riconoscendo che una parte dei siti individuati per lo smaltimento dei rifiuti di Roma si trova all'interno del perimetro cittadino, è altrettanto evidente che una decisione del genere non può essere presa dai tecnici ma esclusivamente all’interno del Consiglio metropolitano, seguendo la stessa via già indicata dallo stesso Ministero - aggiunge Tidei - non si capisce perché il territorio della provincia di Roma debba sempre essere il terreno di risoluzione dei problemi che Roma non riesce ad affrontare. Eppure di tempo per trovare una soluzione adeguata la Raggi ne ha avuto, ma in questi mesi ha preferito scaricare le colpe su altri – conclude dura la dem - come ad esempio sulla Regione Lazio, piuttosto che concentrarsi sul lavoro da fare".

LA CITTÀ METROPOLITANA - "La mappa portata all'attenzione della Regione Lazio, come più volte detto - ha poi ribadito il consigliere civitavecchiese e della Città metropolitana Matteo Manunta, esponente Cinque Stelle - è un atto di ricognizione meramente tecnico. Non spetta alla Città metropolitana stabilire in quali siti sorgeranno eventuali nuovi impianti, ma riporta le aree idonee alla realizzazione di questi ultimi. Va sottolineato il fatto che sulle aree di Cerveteri e Fiumicino è in corso un lavoro di analisi a seguito delle osservazioni presentate dai Comuni che riportano vincoli puntiformi istituiti con decreti del MIBACT. Personalmente, come detto negli ultimi due anni in qualsiasi consesso, ritengo vada rispettato il più possibile il principio di prossimità e quindi anche Roma Capitale deve pianificare il proprio futuro contemplando impianti che ricadano interamente nel proprio territorio e spingendo al massimo la differenziata. L'emergenza va affrontata ma non può esser fatta ricadere sui Comuni della Provincia che non possono pagare anni di mancata programmazione su un tema fondamentale per la nostra Regione". (Agg. 09/01 ore 11.53)
 

(09 Gen 2019 - Ore 11:32)

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