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Rifiuti, no a Pizzo del Prete ed ad altri siti

Ieri a Ladispoli convegno su ‘‘il lazio verso rifiuti zero. avvio del percorso virtuoso e della rete’’
All’incontro erano presenti i sindaci del comprensorio

LADISPOLI - Inizia una nuova ‘‘era’’. Non solo quella volta a contrastare l’azione del Prefetto di Roma, Pecoraro e fermare la realizzazione di una discarica a Pizzo del Prete o in qualsiasi altro comune del comprensorio in vista della chiusura di Malagrotta. Motivo per il quale tutti si sono dati appuntamento il 5 novembre a Roma in Piazza dei Santissimi Apostoli per manifestare tutto il loro disappunto non solo sulla realizzazione della discarica a Pizzo del Prete, ma anche per l’individuazione e la realizzazione su quei siti di discariche provvisorie in vista della realizzazione di quelle definitive.
Questa è anche l’era della rieducazione civica, di un nuovo modo di comunicare, di guardare al pianeta e ai rifiuti che produciamo. E proprio questi sono stati i temi affrontati durante il convegno ‘‘Il Lazio verso rifiuti zero, l’avvio del percorso virtuoso e della Rete’’ che si è svolto ieri a Ladispoli, organizzato dal Comitato Rifiuti Zero, da Global Allianze Againts Inceneritors e da ‘‘Non bruciamoci il futuro’’.
Presenti i sindaci di Anguillara, Bracciano, Cerveteri, Oriolo Romano e Trevigano, il presidente del comitato Rifiuti Zero di Fiumicino, Massimo Piras, l’assessore provinciale all’Ambiente Michele Civita il presidente del Movimento EcoItalia Solidale, Massimo Caniglia, il rappresentante dell’associazione Diritto al Futuro, Bruno Ghigi e il coordinatore di Gaia Paul Connett. «Se in media consumassimo tanto quanto consumano i cittadini americani avremmo bisogno di 4 pianeti. Se consumassimo in media quanto consumano i cittadini europei avremmo bisogno di 2 pianeti», così ha esordito il coordinatore di Gaia Paul Connett che con il suo discorso ha appassionato i presenti. «Occorre cambiare qualcosa a partire dai rifiuti. realizzando una filiera che ne permetta lo smaltimento, non in discarica, e il riutilizzo così da salvaguardare le nostre tasche e la nostra salute». E ancora: «Riciclaggio, riuso, compostaggio. Sono gli ingredienti essenziali a far sparire definitivamente discariche ed inceneritori dalla faccia della Terra perché questi non sono la soluzione per la riduzione del consumo. Un consumo che ogni anno costa tantissimo all’economia dei cittadini e al nostro pianeta. Un consumo che lasceremo in eredità ai nostri figli. Nell’era della tecnologia - ha concluso - tutti dobbiamo impegnarci per cambiare la faccia del pianeta. Basta inceneritori e discariche».
So.Be.

(04 Ott 2011 - Ore 21:10)

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